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Message 73: Santantuone



   Posted by Antonio Piccoli on 01/18/04 at 11:28 AM

Subject:   Santantuone


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Il 17 gennaio ( ieri ) stata la festa di S.Antonio Abate, . Questa ricorrenza a Torricella stata sempre ricordata . S.Antonio Abate l'immagine di un santo poverello , un santo della gente povera, dei contadini, il protettore degli animali, principalmente dei maiali. Il 17 gennaio inizia anche il periodo di carnevale ed a Torricella, come credo in tanti altri posti del centro sud d'Italia, si faceva, e qualche volta si fa ancora, la rappresentazione, un p sacra ed un p profana, del "Santantuono".
Una decina di persone, alcuni vestiti da frati, due da angeli e poi uno vestito da diavolo e l'altro da S'Antonio Abate, oltre ai musicanti con la chitarra e la fisarmonica, vanno in giro per il paese di casa in casa. Entrati nella sala o nella cucina della casa ospite iniziano la rappresentazione della leggenda di come S'Antonio nel deserto sfugge al diavolo. Le parole e la musica vengono tramandati di generazione in generazione. Ultimamente l'organizzatore e prim'attore Marziale D'Ulisse. Io mi ricordo che molte volte il diavolo lo faceva Peppe di cannone, con il mantello nero , le corna in testa e la faccia e le mani dipinti di rosso.
Entrati nella casa si disponevano a semicerchio e cominciavano a cantare ed a recitare.Il tutto durava una ventina di minuti. Alla fine della recita c'era la canzone
" Santantonio accette tutto pure l'osso di lu presutto",ossia si chiedeva al padrone di casa di fare la questua e si sarebbe accettato qualsiasi cosa " anche l'osso del prosciutto". A quel punto il padrone di casa tirava fuori il vino per un bicchiere ciascuno , poi prendeva un po di grano ( questo molto tempo fa), un po di prosciutto ,oppure delle uova e delle salsicce,e raramente anche qualche soldo e lo dava al frate con il sacco e cos dopo il ringraziamento al padrone di casa si proseguiva a bussare nella casa successiva. Alla fine della serata gi tutti un po brilli si andavano a dividere oppure a mangiare il risultato della questua.
Certo nei tempi in cui la miseria si toccava con mano,la rappresentazione era un modo per mangiare qualcosa di sostanzioso in un periodo dell'anno molto magro e , il grano ma principalmente le uova e le salsicce avevano il loro valore sostanziale, adesso per fortuna non si ha pi bisogno di raccimolare le salsicce o le uova per mangiare e la rappresentazione, quando si fa , si fa per mantenere viva la tradizione un p per divertimento .

Ciao a Tutti Antonio


--------Translation---------

17 January (yesterday) has been the festivity of S.Antonio Abbot.
This recurrence to Torricella has been always remembered.
S.Antonio Abbot is the image of a saint of poor people, of the peasants, is the protecting one of the animals, mainly of the pigs.
17 January begins also the period of carnival and to Torricella, as creed in many other places of the center south of
Italy, were made, and some time is still made, the rappresentation, a bit sacred and profane, of the " Santantuono ". A ten of persons, some dressed from friars, two from angels and then dressed from devil and other from S' Antonio Abbot, beyond to the musicists with the guitar and the fisarmonica, around the country from house to house. When entered in the house or in the kitchen of the host's house they begin the rappresentation of the legend of as S'Antonio in the desert escapes to the devil. The words and music come hand on you of generation in generation. Lately the organizer and first actor is Marziale D' Ulisse. I remember that many times the devil was made by Peppe "di cannone", with the black cape, corna in head and the face and the hands painted of red. It enters in the house they were arranged to you to semicircle and they began to sing and to act.It all lasted about twenty minutes. To the end of all there was the song "Santantonio accetta tutto pure l'osso di lu presutto", that is it was asked the head of household to make the begging and whichever thing would have been accepted " also the bone
of the ham ". To that point the head of household pulled outside the wine, then took a little of grain (this happened much times ago), a little of ham, or eggs and the sausages, and very rarely also some money and gave it to the friar with the bag and therefore after the thanks to the head of household it was continued to knock in the successive house. At the end of the evening, already drunk, were gone to divide or to eat the result of the begging. Sure in the times in which the misery it was touched with hand, the rappresentation was a way in order to eat something of substantial in a period of the year much lean one and, the grain but mainly the eggs and the sausages had their substantial value, now fortunately do not have more need than to beg sausages or eggs in order to eat and the rappresentation, when it is made, it is made in order to maintain the tradition alive.



  

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  • Re: Santantuone Giuseppe Cionna (Joseph Cionni)   Posted at: 01/22/04 (0)

  • Re: Santantuone Peppino Cionna (Joseph Cionni)   Posted at: 01/22/04 (0)





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